Un vaccino genetico contro la malattia di Lyme nei cani

Coronavirus

Le malattie trasmesse dalle zecche, se non curate in tempo, rappresentano una minaccia per la salute dei nostri migliori amici a quattro zampe. Vitares collabora con l’azienda Evvivax per realizzare un vaccino veterinario che protegga dalla malattia di Lyme e anche dalle infezioni opportunistiche che colpiscono l’animale quando è già debilitato.

La malattia di Lyme è la più comune infezione trasmessa dalle zecche nel Nord America e in Europa. Colpisce più organi contemporaneamente, causando l’infiammazione dei tessuti: a partire dalla pelle, può estendersi a muscoli, articolazioni e sistema nervoso. L'infezione – nota anche come borreliosi – è causata dal batterio Borrelia burgdoferi, trasmesso dal morso di una particolare specie di zecca, Ixodes ricinus. I cani sono particolarmente suscettibili, specialmente  alcune razze come il Labrador e il Golden Retriever. Ma Borrelia può infettare anche altri animali domestici e persino l’essere umano che sia stato a contatto con un cane infetto. Se diagnosticata in tempo, l'infezione è curabile con una terapia antibiotica. Ma spesso i sintomi sono aspecifici, rendendo complicata la diagnosi precoce.

borreliosis 2

A che punto siamo?

La  strategia migliore e più sicura per proteggere nostri amici animali, e di riflesso anche l’uomo, è la vaccinazione profilattica.

I vaccini sono diretti contro un set di proteine espresse da Borrelia in diverse fasi dell'infezione. Quando è ancora nell'intestino della zecca, Borrelia esprime l'antigene OspA, che è il bersaglio principale dei vaccini attualmente in commercio negli Stati Uniti. La zecca, nutrendosi del sangue di un esemplare vaccinato, ingerisce anche gli anticorpi contro OspA, che neutralizzano il batterio quando è ancora nell'intestino dell'ospite artropode. 

Dopo che la zecca ha iniziato a nutrirsi, Borrelia si sposta nelle ghiandole salivari ed esprime un'altra proteina chiamata OspC: questa variante è il bersaglio di una seconda generazione di vaccini, studiati per fornire una ulteriore barriera all'infezione quando il batterio è ormai entrato nell'ospite mammifero. 

Nelle fasi tardive dell'infezione, Borrelia esprime proteine ancora diverse, tra cui OspF. Questa capacità del batterio di modificare in continuazione l'espressione degli antigeni di superficie gli consente di nascondersi e sfuggire agil attacchi del sistema immunitario. 

Possiamo fare di meglio?

I vaccini attualmente in uso funzionano contro un solo ceppo alla volta. Ma esistono numerosi ceppi di Borrelia, che variano su base geografica: il batterio americano non è uguale a quello europeo. I vaccini disponibili ad oggi, inoltre, proteggono solo dalla borreliosi, ma il cane malato può essere suscettibile a infezioni simultanee e opportunistiche da parte di altri microrganismi trasmessi dalle zecche. Mentre l’infezione singola è curabile, la co-infezione può essere addirittura letale.

I cani affetti da borreliosi, ad esempio, sono spesso co-infettati dal parassita Babesia gibsoni, che attacca le cellule del sangue e la milza.

Le due malattie possono colpire insieme, specialmente quando il paziente con la borreliosi non risponde come dovrebbe alla terapia antibiotica. Non esiste una cura per la doppia infezione.

Scopo del progetto

L’obiettivo del nostro gruppo di ricerca è quello di realizzare un vaccino genetico che protegga l’animale non solo dalla malattia di Lyme, ma anche da una possibile co-infezione Borrelia/Babesia.  

Un vaccino genetico è costituito da un frammento di DNA inserito all’interno di una molecola più grande di DNA circolare – un plasmide. Il frammento di DNA contiene i geni delle proteine che i due microrganismi adoperano per infettare la cellula ospite. Esistono, anche all’interno della stessa specie, numerose varianti di queste proteine, che identificano ceppi differenti e si distinguono solo per pochi amminoacidi nella loro sequenza. Nel vaccino a base di DNA, più varianti della stessa proteina – o più precisamente del gene corrispondente – possono essere fuse insieme in un’unica molecola, capace però di stimolare gli anticorpi e proteggere contemporaneamente dai ceppi più diffusi di entrambi i parassiti.   

Perché è importante?

Il benessere dei pazienti animali è una priorità per Vitares. Il nostro vaccino permetterà di proteggere i cani dal rischio di un’infezione multipla e potenzialmente letale. La nostra ricerca contribuirà inoltre a chiarire l'immunopatologia di queste infezioni, attraverso l’identificazione di biomarcatori per la diagnosi e il monitoraggio della malattia. 

La migliore strategia per combattere le zoonosi (malattie trasmesse dagli animali all'uomo) è limitarne la diffusione nel bacino animale. I contagi nell’essere umano si verificano spesso dopo il contatto con un cane infetto: vaccinando i cani, proteggiamo anche noi stessi.

AIUTACI A PROTEGGERLI: per realizzare questo progetto abbiamo bisogno del vostro aiuto. Le donazioni serviranno ad acquistare materiali e reagenti per la preparazione del vaccino, la spedizione dei campioni e l’esecuzione dei test in vitro e sul campo. Chiediamo il vostro sostegno ad un approccio innovativo alla salute, in cui medicina umana e veterinaria sono due reti che collaborano e scambiano conoscenze per il progresso reciproco e il valore traslazionale delle ricerche che hanno come scopo il benessere animale.

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