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Saranno le cellule staminali tumorali i prossimi bersagli dell’immunoterapia?

Cancer stem cells

Le cellule staminali rappresentano una speranza per la cura di numerose patologie, poiché possiedono la capacità di rigenerarsi quasi all’infinito e  differenziarsi in molteplici tipi cellulari. La sostituzione di cellule difettose e la riparazione di organi o tessuti danneggiati potrebbero essere più vicini che mai. Di alcune cellule staminali dobbiamo però avere paura. Quelle tumorali, ad esempio, sono il "carburante" del cancro, le vere responsabili della sua progressione, rigenerazione e resistenza alle terapie.

Immunoterapia, cellule staminali

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Contro il cancro, arrivano i batteri "sottomarino"

Bacteria sonars

Non tutti i batteri vengono per nuocere: alcuni possono persino essere usati nella terapia contro il cancro. Potremmo però avere bisogno di monitorare la loro attività nell'organismo: dove sono? cosa fanno? Ecco cosa dobbiamo essere in grado di “chiedergli”. In uno studio pubblicato su Nature, gli scienziati del California Institute of Technology hanno realizzato batteri dotati di minuscoli "sonar". Questi microrganismi geneticamente modificati si comportano come "sottomarini", che non viaggiano sott’acqua ma nel corpo umano, per veicolare i farmaci e annientare i tumori.

Batteri sottomarino, contro il cancro

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Nuove strategie contro un vecchio nemico: come è cambiato il nostro approccio contro il cancro?

combination therapy

Alle soglie del 2019, il cancro fa ancora paura. Non c’è una cura universale e probabilmente non esisterà mai. Ma bisogna ammettere che le nostre terapie sono molto migliorate. Chemioterapia e radioterapia sono le prime a venirci in mente, ma non più le uniche. Il nostro approccio alla cura del cancro sta cambiando: informazioni che ignoravamo fino a poco tempo fa sono ora cruciali per la realizzazione di nuove terapie. E abbiamo capito una cosa importante: più terapie in combinazione sono meglio di una.

Chemioterapia, radioterapia, terapie

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Tumori epiteliali: un “effetto collaterale” dell’evoluzione della placenta?

placenta cancer1

La gravidanza è un processo complesso e affascinante. Un organismo cresce nel grembo di un altro organismo e, come se non fosse già abbastanza, i due hanno in comune solo metà del loro patrimonio genetico. Il sistema immunitario attacca tutto ciò che è estraneo, ma risparmia il feto. A rendere possibile la tolleranza immunitaria feto-materna è un organo sofisticato, la placenta. Alcune cellule tumorali somigliano a quelle placentari e forse usano anche gli stessi meccanismi per sfuggire al sistema immunitario.

Tumori epiteliali, evoluzione della placenta

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Dal bancone del laboratorio al letto del paziente: il valore della ricerca traslazionale

traslational medicine1

Perché sosteniamo la ricerca traslazionale? Perché abbiamo a cuore i pazienti e sappiamo quanto l’ingresso di ogni nuovo farmaco in clinica contribuisca a migliorare la loro qualità di vita. Dalla scoperta di una nuova molecola o meccanismo, spesso trascorrono anni prima che i pazienti ne traggano effettivamente beneficio. Il nostro obiettivo è accelerare questo processo, mettendo sempre al primo posto la sicurezza delle persone. Come si fa a compiere il “salto” dal laboratorio al paziente?

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Luce e nanoparticelle: ecco come “riprogrammare” i macrofagi aiutanti del tumore

TAMs ROS nanoparticles

Nella lotta contro il cancro, non tutte le cellule immunitarie giocano dalla nostra parte. I macrofagi associati al tumore non solo supportano la sue crescita, ma generano anche un ambiente immuno-soppressorio che mantiene le cellule immunitarie “buone” a debita distanza. La buona notizia è che esistono strategie per riscattare i macrofagi “traditori”. In una ricerca pubblicata di recente, sono state utilizzate particelle molto piccole e una tecnica chiamata "fotogenerazione".

TAM, macrofagi associati, luce, nanoparticelle

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Il paradosso dell’obesità: aiuta il tumore… ma anche l’immunoterapia!

immunotherapy obesity

L'obesità è un noto fattore di rischio per il cancro, poiché fornisce nutrienti extra al tumore e rende il sistema immunitario più debole. Anche gli effetti collaterali dell’immunoterapia sono più marcati nei pazienti sovrappeso. Insomma, l'obesità porta solo guai... o quasi. Uno studio pubblicato su Nature Medicine mostra che spesso i pazienti obesi traggono maggiori benefici dall'immunoterapia del cancro rispetto a quelli con massa corporea normale. E forse i ricercatori hanno capito il perché.

Immunoterapia, paradosso dell’obesità

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