Possiamo curare il cancro nelle tartarughe marine?

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Un paziente che non capita tutti i giorni: ha una corazza, è verde e trascorre la maggior parte della propria vita sott'acqua. Parliamo della tartaruga marina Chelonia midas, appartenente alla famiglia delle Chelonidae. Una specie che si ammala frequentemente di un cancro chiamato fibrillopapillomatosi. A che punto è la ricerca per curare questi fantastici rettili?

Le tartarughe marine non se la passano molto bene al momento: quasi tutte le specie sono classificate come in via di estinzione. La minaccia arriva da molte attività umane, come il turismo e la pesca accidentale, la distruzione degli habitat e il cambiamento climatico. Le tartarughe marine sono anche suscettibili alla fibrillopapillomatosi, una condizione cancerosa caratterizzata da tumori epiteliali benigni, ma che a lungo andare possono rivelarsi letali. Crescono infatti intorno alle ascelle, ai genitali, al collo, agli occhi, alla bocca, impedendo la visione, l'alimentazione e il movimento. La malattia è trasmessa da un virus simile all'herpes, anche se una varietà di fattori genetici e ambientali possono aumentare le possibilità di contagio. Gli scienziati stanno facendo del loro meglio per assicurare la sopravvivenza di questa e di altre specie vulnerabili.

Le tartarughe potrebbero non essere così diverse da noi!

Gli scienziati hanno notato che la fibropapillomatosi delle tartarughe marine somiglia da un punto di vista molecolare a un cancro umano della pelle e che i geni attivi durante la genesi del tumore sono conservati anche negli esseri umani. La scoperta ha permesso di identificare possibili fattori di rischio ambientale comuni tra le due specie, ad esempio la radiazione UV, ma anche di sviluppare strategie terapeutiche contro tumori. Proprio come in alcuni tumori umani, la resezione chirurgica del tumore e il trattamento con il farmaco chemioterapico fluoruracile hanno ridotto la probabilità di recidive dal 60% al 18%.

E se la chemioterapia non basta…

L'elettrochemioterapia potrebbe essere la soluzione! Si tratta di una tecnica innovativa, in cui il farmaco chemioterapico viene somministrato in combinazione con un breve impulso elettrico. Quando una cellula viene sottoposta a un campo elettrico temporaneo, sulla sua membrana si formano dei pori, con conseguente aumento della permeabilità cellulare: questo consente anche a farmaci non permeanti di penetrare all'interno della cellula. L'elettrochemioterapia è stata utilizzata prevalentemente sui tumori umani, ma si sta consolidando come un approccio emergente anche nel trattamento del cancro veterinario. Lo scorso febbraio la nostra associazione ha contribuito al trattamento di due giovani tartarughe marine di nome Percy e Daley,  in un Sea Turtle Hospital in Florida: i risultati sono stati promettenti, in quanto il tumore è diventato sempre più piccolo fino a scomparire, senza necessità di resezione chirurgica. Buona fortuna Percy e Daley!

 

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Uniti per la salvezza delle tartarughe marine

Le tartarughe marine sono in pericolo e, in parte, è colpa nostra. Tuttavia, siamo anche gli unici che possono salvarle. Prendendo spunto da pratiche già consolidate nella medicina umana, in collaborazione con Vitares (www.vitares.org) e Evvivax (www.evvivax.com) scienziati, veterinari specializzati come il Dr. Joe Impellizeri di Veterinary Oncology Services, PLLC a New York (www.petcancerinformation.com) e il Dr. Kyle Donnelly (Università della Florida) nella foto sopra stanno contribuendo a sconfiggere il cancro nelle tartarughe marine. Ma se vogliamo davvero salvarle, bisognerà fare ancora di più per limitare le attività umane minacciose, preservare i loro habitat naturali e ridurre l'inquinamento degli oceani.

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Dr. Impellizeri è un diplomato nel 1994 alla Cornell University, College of Veterinary Medicine. Nel 1995, ha completato un piccolo tirocinio di medicina e chirurgia animale presso la Colorado State University, prima di tornare sulla costa orientale per lavorare per 5 anni in piccola emergenza animale / cure primarie, seguito da una residenza in Oncologia medica. Il Dott. Impellizeri è diventato Diplomatico presso l'American College of Veterinary Internal Medicine, sottospecialista di Oncologia nel 2005. Nel 2011, il Dr. Impellizeri ha creato il Barrymore Center for Advanced Cancer Therapeutics con particolare attenzione all'immunoterapia e all'elettrogenetransfer. Può essere raggiunto attraverso il suo sito web www.petcancerinformation.com

 

 

 

 Fonte:
Duffy, D.J. et al. (2018). Sea turtle fibropapilloma tumors share genomic drivers and therapeutic vulnerabilities with human cancers. Commnications biology.

College of Veterinary Medicine. University of Florida (UF). UF veterinarians perform groundbreaking electrochemotherapy on two Florida sea turtles: https://goo.gl/wYzzoi

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