Lontre marine con il morbillo: la causa è lo scioglimento dei ghiacciai

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Lo scioglimento dei ghiacciai potrebbe favorire la diffusione di malattie tra i mammiferi marini che popolano la regione artica. È la conclusione di uno studio della University of California, che dimostra una correlazione tra l’innalzamento della temperatura e la recente epidemia di “morbillo” che ha colpito le lontre di mare nel Pacifico settentrionale.

L’estensione del ghiaccio marino si riduce anno dopo anno, aprendo nuove rotte migratorie per gli animali che popolano la zona e che iniziano a spingersi sempre più lontano, alla ricerca di cibo. Aumenta la probabilità di incontrare virus sconosciuti lungo la strada, nemici senza scrupoli che approfittano di un sistema immunitario già indebolito dal viaggio, e quindi più vulnerabile.

Il sospetto ce lo avevamo già: nel 2014 gli scienziati scoprirono in alcune lontre marine dell’Alaska un virus che in quella zona era completamente sconosciuto. Prima d’ora, infatti, era stato osservato solo nell’Atlantico, in Europa e nella costa orientale del Nord America. Si tratta del cosiddetto “cimurro delle foche”, un virus del genere Morbillivirus al quale appartiene anche il nostro morbillo. Il nome scientifico è Phocine distemper virus (PDV) ed è specializzato nell’attaccare i pinnipedi soprattutto le foche. È peggio del morbillo, tuttavia: i sintomi comprendono febbre, nausea, insonnia, respiro affannoso e non di rado conducono alla morte dell’animale. Eppure, c’è un “ma”: il PDV, a detta degli esperti, non è un virus particolarmente mobile. Apparve subito chiaro, insomma, che non poteva essere arrivato in Alaska da solo.  

I ricercatori sono andati a ritroso: hanno analizzato i dati di 15 anni, dal 2001 al 2016, su un campione di 2700 animali, ed è emerso che i picchi di contagio coincidono con le riduzioni dell’estensione del ghiaccio artico. Lo scioglimento dei ghiacci, infatti, apre nuovi percorsi per i mammiferi marini, che a fronte della scarsità di cibo (ancora una conseguenza del riscaldamento globale) imparano a spingersi più lontano. Ma a viaggiare verso Ovest sono anche gli animali infetti, che loro malgrado traghettano il virus da un oceano all’altro.

Il morbillo delle fiche non è l’unica malattia in aumento a causa del riscaldamento globale. Sciogliendosi, i ghiacci liberano patogeni intrappolati al loro interno da migliaia di anni. Le alte temperatura favoriscono la diffusione di microrganismi patogeni, ad esempio le fioriture di alghe tossiche che infettano i pesci, che sono per i mammiferi marini una fonte di nutrimento. Gli animali tendono a percorrere distanze sempre più lunghe, entrano in contatto gli uni con altri e aumentano le probabilità di contagio. Allo stesso tempo, si sottopongono anche a un forte stress, che indebolisce il sistema immunitario e li predispone alle malattie. Il vaccino contro il virus del cimurro esiste e potrebbe essere usato per proteggere alcuni animali, ma sarebbe difficile vaccinare su scala così grande da scongiurare la diffusione del virus, commentano gli scienziati.

Il problema è serio, e preoccupa scienziati e ambientalisti. Soprattutto perché le condizioni per la diffusione delle malattie nell’Artico continuano ad aumentare. I dati raccontano una situazione preoccupante: tra il 1961 e il 2016 si sono sciolti 9.625 miliardi di tonnellate di ghiaccio e nel settembre di quest’anno la banchisa artica ha toccato il record negativo da quando viene monitorata.

Erika Salvatori

Riferimento: Scientific Reports

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